LA SHOAH, UNA FERITA
INDELEBILE NELLA STORIA DELL’UMANITÁ
I
pensieri dei ragazzi
di quinta classe a proposito di ...
Shoah
Chi
ha vissuto nei campi di sterminio dice che
i tedeschi uccisero
non solo il corpo,
ma anche l’anima che
viene uccisa nel momento in cui viene
umiliata la persona che la possiede. In quel
momento l’anima si rifiuta di vivere perché
è meglio morire che vivere una vita triste.
Questo lo doveva capire Hitler che voleva
essere un dio, però ha fallito commettendo
questo enorme sbaglio. Così quando il popolo
fu libero non furono libere tutte le anime
che rimasero spesso inaridite e fredde.
Ivo
Io penso
che ciò che è accaduto tanti anni fa sia
qualcosa di veramente brutale e disumano che
non dovrebbe accadere mai più, perché siamo
tutti uguali, figli di uno stesso Dio, tutti
con gli stessi diritti. Noi giovani dobbiamo
essere informati di ciò che è avvenuto
perché non dovrebbe più accadere e questo è
possibile solo non dimenticando e
trasmettendo di generazione in generazione i
ricordi dei sopravvissuti.
Antonio
L.
Scrivere
le sensazioni e i sentimenti che si provano
davanti a certe scene è un po’ difficile.
Vedere queste persone nude, così magre, così
sporche mi ha fatto sentire un po’ male, ma
quello che mi ha colpito dì più sono i loro
sguardi , così tristi, così angosciati, ma
soprattutto rassegnati. Spero che queste
atrocità non ci siano più nel mondo e che
queste testimonianze servano a far sì che ci
sia più rispetto per la vita e per tutti
coloro che per religione o provenienza
etnica sono diversi da noi.
Antonio
P. 
Gli
ebrei deportati nei campi di sterminio erano
costretti ad abbandonare tutto. Il loro nome
gli veniva tolto e al loro posto tatuavano
dei numeri, proprio come si fa con le
bestie. La loro dignità veniva annullata. I
sopravvissuti, come ad esempio Primo Levi,
nonostante fossero usciti da questi campi di
sterminio, non hanno mai dimenticato questa
esperienza.
Fare memoria della
Shoah comporta sentire sulla propria pelle l’orrore,
la sofferenza, le umiliazioni, lo sterminio che
milioni di persone hanno subito nei campi di
concentramento. Solo facendo memoria è possibile
sperare che “fatti” di questo genere non succedano
più.
Secondo me, questi tragici avvenimenti storici non
devono essere dimenticati perché non si può negare
il rispetto di ogni uomo, qualunque sia la razza, la
religione, la nazionalità.
Celebrando
il Giorno della Memoria non bisogna dimenticare la
sofferenza di allora, per evitare nuove sofferenze
oggi ad altri popoli in qualsiasi parte del mondo.
Ma la strada per la pace e la giustizia è ancora
lunga: basta guardare a quante guerre sono ancora in
atto nel mondo. Per fare questo occorre l’impegno di
tutti noi.
Il
film mi ha dato la sensazione di impotenza e dolore
per quei morti innocenti nei campi di
concentramento.
Per me quella giornata, dedicata completamente alla
memoria è stata molto significativa ed istruttiva,
mi ha fatto capire quanto sia importante le vita
umana e quanto si può essere crudeli verso i nostri
simili.
La
loro sofferenza era terribile purtroppo questo è
stato, come dice la poesia di Primo Levi “Se questo
è un uomo”. Anche lui è stato prigioniero dei
tedeschi e come gli altri ha sofferto molto.
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