
INTERVISTA IMMAGINARIA AD
ANNA FRANK
•Giorgia:-
Ciao Anna, frequento la classe V elementare, vorrei
chiederti quanto tempo hai impiegato a scrivere il tuo diario? Anna:-
Il mio diario l’ho scritto nel rifugio segreto costruito da mio
padre. Avevo 13 anni e l’ho interrotto a 15, quando i Tedeschi scoprivano il
rifugio e andai in un campo di concentramento.
•
Francesca:- Com’era la tua vita prima di andare nel rifugio? Anna:-
Io vivevo ad Amsterdam. Ero felice perché avevo tante amiche e una
bella famiglia. Non mi mancava nulla. Frequentavo una scuola con ragazzi di
religione diversa dalla mia.
• Sharon:- Io sono una testimone di Geova. A me non è successo nulla,
sono in classe con compagni di religione cattolica. Mi dici, dopo le leggi
razziali cosa è cambiato? Anna:- Cara Sharon sei fortunata. Io ho perso le amiche, tutti mi evitavano
come se avessi la peste. Fui costretta a girare con una stella giudaica
gialla sul petto e a frequentare una scuola ebraica. • Sharon:- Come vivevi nel rifugio?
Anna:- Eravamo tutti terrorizzati e il tempo era sempre uguale.
•Maria Teresa:- Ciao Anna ho anch’io un diario. Ma perché il tuo
l’hai chiamato Kitty? Anna:- Ho immaginato che fosse un’amica perché mi sentivo sola. Ho sofferto
per la mancanza di amici. •Maria Teresa:- Vorresti vivere nel nostro tempo?
Anna:- Certamente sì. Ma anche a voi servono dei consigli: cercate di essere
buoni con tutti, siate tolleranti, portate pace e serenità ovunque vi
trovate. |